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Hume e gli esiti scettici dell’empirismo

  David Hume e il suo pensiero David Hume è un filosofo scozzese che parte dalle idee degli empiristi (come Locke), ma arriva a conclusioni più scettiche: secondo lui, non possiamo avere conoscenze certe, ma solo  opinioni basate sull’esperienza  e sull’ abitudine . Vuole creare una  “scienza dell’uomo” , cioè studiare l’essere umano con metodo sperimentale, come Newton aveva fatto con la natura. Per Hume,  tutte le conoscenze dipendono dall’esperienza , e capire la natura umana è il primo passo per capire tutto il resto. Impressioni e idee Per Hume, tutto ciò che conosciamo viene dalle  percezioni , cioè da ciò che sentiamo e viviamo. Le percezioni si dividono in: Impressioni : le percezioni dirette, vive e forti (come il dolore quando tocchiamo qualcosa di caldo). Idee : ricordi o immagini sbiadite delle impressioni (come ricordare quel dolore). Tutte le  idee derivano da impressioni . Se non si trova l’impressione da cui nasce un’idea, allora quell’...
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Kant: Il problema estetico nella Critica del giudizio

Nella  Critica del giudizio , Kant analizza una nuova facoltà umana, quella del giudizio riflettente, che si pone tra intelletto e ragione, e si manifesta attraverso il sentimento. Il giudizio riflettente si distingue da quello determinante: mentre quest’ultimo unifica il molteplice tramite le categorie dell’intelletto e determina l’oggetto, il giudizio riflettente non crea né determina, ma interpreta la realtà secondo il principio della finalità. Esistono due tipi di giudizi riflettenti: quelli estetici, che riguardano il rapporto tra soggetto e oggetto e il piacere che ne deriva, e quelli teleologici, che colgono un ordine finalistico nella natura. La prima parte dell’opera è dedicata all’estetica e al giudizio di gusto. Il giudizio estetico, secondo Kant, è un’esperienza puramente  contemplativa e disinteressata : non riguarda l’utilità o l’esistenza dell’oggetto, ma soltanto il piacere che la sua rappresentazione suscita nel soggetto. A differenza di altri tipi di giudizio...

Kant: Il problema della morale nella Critica della ragion pratica

  Kant, dopo aver analizzato il problema della conoscenza nella   Critica della ragion pura , si concentra sul problema della morale nella   Critica della ragion pratica   e nella   Fondazione della metafisica dei costumi . A differenza dei filosofi precedenti, che fondavano la morale su idee come l’anima o Dio, Kant rifiuta queste basi perché le considera illusioni della ragione. Secondo lui, la morale deve basarsi su qualcosa di universale e necessario, non su esperienze o inclinazioni soggettive. Kant sostiene che in ogni essere umano esiste una  legge morale universale , iscritta nella  ragione , che si impone come un  fatto della ragione . Questa legge non ha bisogno di essere dimostrata: la riconosciamo dentro di noi e la percepiamo come obbligatoria. Essa non dipende dai desideri, dagli istinti o dai fini personali, ma comanda in modo incondizionato. L’uomo, per Kant, è diviso tra due forze:  la sensibilità (gli istinti, i desideri) ...

Kant: Il problema della conoscenza nella Critica della ragion pura

Immanuel Kant è stato uno dei filosofi più importanti della storia. Ha cambiato il modo di pensare della filosofia, un po’ come Copernico aveva cambiato il modo di vedere l’universo. Secondo Kant, non è solo il mondo esterno a influenzarci, ma siamo anche noi, con la nostra mente, a dare forma alla realtà. Quindi non conosciamo le cose così come sono, ma come la nostra mente le organizza. Kant è nato nel 1724 a Königsberg (nell’attuale Russia). Ha vissuto tutta la sua vita lì, dedicandosi agli studi e all’insegnamento. Era molto preciso e ordinato: si svegliava sempre alla stessa ora, seguiva una routine fissa e persino i cittadini regolavano gli orologi guardando i suoi movimenti. Da giovane, però, era più socievole e frequentava salotti e teatri. In filosofia, prima studiò i pensatori razionalisti e gli empiristi, ma fu leggendo Hume che capì i limiti della filosofia del passato. Questo lo portò a una nuova fase, detta “fase critica”, in cui scrisse le sue opere più importanti: -Crit...

Il signore delle mosche

  Il film Il signore delle mosche (1959, 1990) è un adattamento del romanzo omonimo di William Golding e segue la stessa trama del libro, raccontando la storia di un gruppo di ragazzi che si ritrovano su un'isola deserta dopo un incidente aereo. Senza adulti, cercano di organizzarsi e stabilire un governo, con Ralph che viene scelto come leader. Nel film, come nel libro, Ralph tenta di mantenere l'ordine e di accendere un fuoco per attirare i soccorsi, mentre Jack, uno degli altri ragazzi, rappresenta una figura più selvaggia e prepotente, desiderando il potere e opponendosi alle idee di Ralph. Il conflitto tra i due leader diventa sempre più intenso, con Jack che crea un gruppo separato e abbandona ogni legame con la civiltà, abbracciando la caccia e la violenza. Man mano che il film procede, il comportamento dei ragazzi diventa sempre più primitivo e brutale. L'isola si trasforma in un luogo di violenza e terrore, con omicidi e azioni disumane che culminano in un tragico ...

Locke

John Locke è stato un filosofo inglese del XVII secolo, noto per aver dato un contributo fondamentale alla filosofia politica, alla teoria della conoscenza e alla riflessione sui diritti umani. Le sue idee sono alla base di molti principi della democrazia moderna e della concezione liberale della politica. Ecco un approfondimento su alcune delle sue principali teorie.  1. La Tabula Rasa e la teoria della conoscenza Locke è celebre per la sua concezione della mente umana come una "tabula rasa", ossia una tavola vuota alla nascita. Secondo questa teoria, i neonati non nascono con idee innate, ma la loro mente è completamente priva di contenuti. La conoscenza, quindi, deriva dall'esperienza. Locke distingue tra due fonti principali di esperienza che ci permettono di acquisire conoscenza: - Le sensazioni: sono quelle che riceviamo tramite i sensi. Per esempio, vediamo il colore rosso, tocchiamo qualcosa di caldo o sentiamo un suono. - Le riflessioni: sono le operazioni che la...

Hobbes 2

Hobbes sostiene che l'uomo è un essere materiale, dominato da desideri egoistici e mosso da passioni come il bisogno e la paura. Nell'«stato di natura», che è una condizione originaria senza legge né ordine, ogni individuo è in guerra con gli altri, cercando di soddisfare i propri desideri a spese degli altri. In questa condizione, la vita è solitaria, brutale e breve, perché non c'è spazio per la cooperazione o per lo sviluppo della società. L'ostilità e la violenza sono costanti e ognuno cerca di proteggersi o di sopraffare gli altri. Hobbes sottolinea che questa condizione non è necessariamente la realtà storica, ma una teoria su ciò che accadrebbe senza una legge che regoli i rapporti tra gli esseri umani. Tuttavia, situazioni come le guerre o le società primitive dimostrano che l'uomo è incline a questa violenza. Per uscire da questa condizione, gli uomini devono fare un patto: rinunciare alla loro libertà assoluta in cambio della sicurezza. La ragione naturale...