Bernardino Telesio, nasce a Cosenza nel 1509 e inizia a studiare lì. Poi si sposta a Milano, Roma e Padova, dove apprende teorie dei filosofi antichi. Dopo aver vissuto anche a Napoli e Bologna, torna a Cosenza e riorganizza l'Accademia cosentina per promuovere la cultura. La sua opera principale è "La natura secondo i propri principi", in cui sostiene che la natura va studiata secondo le sue leggi, senza usare modelli esterni. Fu un pensatore del Rinascimento, propone un nuovo approccio alla natura nella sua opera "La natura secondo i propri principi". Sostiene che l'uomo non deve imporre idee preconcette, ma scoprire le leggi naturali attraverso l'osservazione.
Telesio identifica due forze fondamentali: il caldo, che provoca movimento, e il freddo, che porta stabilità. Queste forze interagiscono con la materia, che è passiva e in continua trasformazione. Per lui, Dio ha creato l'universo, ma non interviene più, lasciando che le leggi naturali governino i fenomeni.
Critica la scienza del passato per la sua arroganza e invita gli intellettuali a esplorare attentamente il mondo, poiché ogni elemento rivela la propria grandezza e significato.
Il legame tra magia e indagine naturalistica è complesso. Telesio, filosofo rinascimentale, sostiene che la percezione sensibile è fondamentale e che anche gli oggetti materiali hanno una forma di sensibilità. Questo porta a una visione panpsichistica, dove ogni cosa ha un'anima. Telesio si avvicina alla magia rinascimentale, che vede l’analogia tra uomo e natura come base per interagire con il mondo.
In questa fase, scienza e magia cercano entrambe di comprendere la natura, ma la scienza si basa su osservazione e calcolo, piuttosto che su rituali. Telesio rappresenta un passaggio verso l’analisi misurativa, anticipando l'approccio di Galileo Galilei.
Tommaso Campanella, influenzato da Telesio, enfatizza l'importanza dell'esperienza diretta rispetto alla cultura libresca. Per lui, tutte le cose hanno sensibilità e l'esperienza sensibile è centrale per la conoscenza. Campanella vede Dio come fondamento dell'universo, governato da potenza, sapienza e amore.
La sua opera più famosa, "La città del sole", è un'utopia in cui si immagina una società ideale senza proprietà privata e schiavitù, con un forte valore attribuito al lavoro e all'istruzione. In questa società, le scienze e la tecnica sono esaltate, insieme alla magia e all'astrologia, e si sottolinea l'importanza dell'educazione per combattere l'ignoranza.
Tommaso Campanella nasce a Stilo nel 1568 e entra nell'ordine dei domenicani. Insoddisfatto, studia da solo i filosofi greci e Telesio. Accusato di eresia per le sue idee naturalistiche, tenta una congiura contro il governo spagnolo e viene arrestato nel 1599. Liberato nel 1629, si trasferisce a Parigi nel 1634 e muore lì nel 1639. Tra le sue opere principali ci sono "La filosofia dimostrata dai sensi" e "La città del sole".


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